Benvenuto

Benvenuto nel sito “Insangodenzo”, questo sito raccoglie tutte le informazioni sugli operatori turistici, attività commerciali, artigiani e piccoli produttori agricoli, news curiosità e quant'altro riguarda gli eventi nel comune di San Godenzo.

IN TOSCANA, al confine tra MUGELLO e VAL DI SIEVE, prendendo da DICOMANO la direzione verso FORLì, dopo circa 10 chilometri quasi al confine con la ROMAGNA , tra la valle dell'ACQUA CHETA ed il MONTE FALTERONA, troviamo il paese di SAN GODENZO, nella cui famosa abazia nel 1302 DANTE ALIGHIERI convenne con gli esuli guelfi bianchi e Ghibellini.

SAN GODENZO comune della MONTAGNA FIORENTINA ha una notevole estensione territoriale ed ha un dislivello tra il punto più alto (M. Falco, m 1658) e quello più basso (oltre Ponte alla Corella, m 240) di oltre 1400 metri, mostrando delle caratteristiche rudemente alpestri, con monti strapiombanti e profonde vallate. Dal territorio del Comune di San Godenzo, nella frazione de Il CASTAGNO D'ANDREA è possibile entrare nell'area protetta del PARCO NAZIONALE FORESTE CASENTINESI, MONTE FALTERONA e CAMPIGNA, una tra le piu'suggestive porte del versante fiorentino del Parco.

giovedì 18 ottobre 2018

WhatsApp: 2 nuove truffe rubano soldi ai clienti Tim, Vodafone, Wind e Iliad

In queste ultime ore all'interno della chat di WhatsApp starebbero girando due truffe che mirano a prosciugare il credito residuo degli utenti di ogni gestore telefonico
Non c’è nulla da star tranquilli quando si tira in ballo il web, dato che anche i colossi che svettano tra tutti non riescono ad evitare problematiche. WhatsApp ad esempio combatte da anni contro le truffe più meschine che potessero capitare su internet.
Infatti molti utenti sono rimasti scottati da alcune situazioni a tal punto da non dare più retta a nulla e a non fidarsi più di nessuno. Questo problema è ormai molto ricorrente e infatti spesso e volentieri il tutto si ripropone per gli utenti che infatti non sanno più cosa fare. Le ultime ore sono state caratterizzate da tantissime lamentele che hanno portato il pubblico a rimanere nel panico.

WhatsApp: 2 truffe vanno a rubare il credito residuo degli utenti TIM, Iliad e Vodafone, state attenti

Come al solito anche adesso che tutti i sistemi di sicurezza sembrano esser stati migliorati, WhatsApp pare risentire e non poco delle tante truffe del web. In queste ore una nuova truffa clamorosa, insieme ad un’altra ormai ricorrente, avrebbe colto molti utenti.
In tanti sono stati infatti imbrogliati perdendo il loro credito residuo. La prima truffa parla di alcune offerte su vestiti di marca da parte di un negozio online. Questo però non esisterebbe e gli utenti che ci cascano inseriscono il loro numero per essere contattati in privato. Così facendo finiscono però solo per regalare tutti i soldi del loro credito residuo.
Stessa cosa per quelli che credono alla truffa dei 5 euro di ricarica gratis. Inserendo il numero per ricevere il regalo, gli utenti WhatsApp perdono il credito residuo per via dell’attivazione di molti abbonamenti a pagamento. 



Bonus casa 2019, importanti novità in arrivo con la legge di bilancio

L'approvazione del documento programmatico di bilancio (che contiene sia il decreto fiscale che la legge di bilancio per il 2019) ha portato importanti novità per il bonus casa 2019. Non solo le annunciate proroghe per le detrazioni, ma anche norme semplificate per le donazioni di immobiliari o l'introduzione della cedolare secca al 21% per le locazioni commerciali.

Bonus casa 2019: la proroga delle detrazioni

La prima buona notizia riguarda la proroga delle detrazioni per la riqualificazione e la ristrutturazione della casa. In particolare le misure riguardano:
  • Proroga al 31 dicembre 2019 della detrazione per gli interventi ristrutturazione edilizia al 50% (da suddividere in 10 quote annuali)
  • Proroga al 31 dicembre 2019 della detrazione per gli interventi di efficienza energetica (da suddividere in 10 quote annuali) ma in misura inferiore per alcune fattispecie (50% invece che 65%, per sostituzione di infissi, schermature solari, impianti di climatizzazione invernale tramite caldaie a condensazione e a biomassa). L'ecobonus viene esteso anche gli immobili degli Istituti autonomi per le case popolari
  • Proroga per il 2019 della detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe energetica elevata finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione
  • Proroga per il 2019 della detrazione al 36% del bonus verde, per gli interventi di cura, ristrutturazione e irrigazione del verde privato. Il bonus può essere richiesto anche per gli interventi condominiali, in questo caso il limite di spesa sarà di 5000 euro.

Cedolare secca estesa ai negozi per il 2019

Misura da tempo sollecitata da Confedilizia, approda nel disegno di legge di bilancio, la norma che prevede l'introduzione di una "cedolare secca" anche per gli affitti di negozi. Si tratta di una flat tax al 21% sui locali commerciali che si applicherà solo ai nuovi contratti di affitto. Secondo il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa si "tratta di un passo importante che contribuirà ad attenuare la piaga dei locali vuoti, favorendo l’avvio di nuove attività economiche e scongiurando il dilagare di situazioni di degrado". Secondo l'analisi di SoloAffitti, si tratta di una manovra che farà risparmiare ai proprietari dei locali dai 1000 ai 2800 euro all'anno.

Donazioni immobiliari, novità in arrivo

Novità in arrivo anche per le donazioni immobiliari. Nel decreto anti-burocrazia, infatti, trovano spazio delle norme per favorire la circolazione degli immobili oggetto di donazione. Le imposte previste sono le stesse applicate alle successioni e variano in funzione del rapporto di parentela tra donante e beneficiario.


Presenza di Escherichia Coli, Ministero annuncia ritiro scamorza Coop e Parmareggio

A seguito della presenza del batterio segnalata dall’Asl Napoli 2 Nord, Il Mijhnistero della salute ha avvisato che è stato disposto il richiamo per un lotto di scamorza Coop e per un lotto di Scamorza Parmareggio in quanto si ipotizza che la problematica derivi dalla materia prima usata in entrambi i prodotti .
Un nuovo avviso di ritiro dal mercato di prodotti alimentari per rischio microbiologico è stato lanciato oggi  dal sito del Ministero della salute nella sezione apposita dedicata ai richiami di alimenti da parte degli stessi operatori. Questa volta il ritiro riguarda alcuni lotti di scamorza a fette a causa della riscontrata presenza di Escherichia coli in alcuni campioni analizzati. I prodotti interessati dal ritiro sono venduti in confezioni singole da 400 grammi l'una e commercializzati sia a Marchio Cooop sia a marchio Parmareggio. Nel dettaglio, il richiamo è stato disposto per il lotto 25L18341 della Scamorza bianca a fette Coop da 140 g X 10 con scadenza al 12 novembre 2018, e per il lotto 25L18345 di scamorza bianca "Cuore di fette" Parmareggio con scadenza 17 novembre 2018.
Entrambi i lotti richiamati sono stati prodotti da Parmareggio Spa nello stabilimento di Via togliatti  a Modena. Secondo l'avviso del Ministero della salute, infatti, si ipotizza che la problematica derivi dalla materia prima con cui è stata prodotta la scamorza e quindi in via precauzionale è avvenuto il richiamo di tutti i lotti in cui è stata usata. L'allarme è scattato dopo  la segnalazione di presenza di Escherichia coli, produttori di shiga -tossine (STEC) VTEC/25g, lanciato dall'Asl Napoli 2 Nord. La presenza del batterio è stata accertata nel rapporto di Prova N°152853 emesso dall'Istituto Zoprofilattico sperimentale del Mezzogiorno il 15 ottobre scorso.





Ritirato tonno Mareblu. La decisione dei supermercati Il Gigante: “Problema nella confezione”

La decisione di questo richiamo arriva dalla stessa Mareblu che ha ritirato il tonno all’olio di oliva nella confezione da 12 lattine x 80 grammi. Il comunicato è poi apparso anche sul sito del Ministero della Salute.
I supermercati della catena “Il Gigante” hanno ritirato la confezione di tonno olio di oliva Mareblu da 12 scatolette da 80 grammi ciascuna e con scadenza 5 gennaio 2023. Come reso noto dalla stessa società, ci sarebbe un possibile problema di produzione legato all’integrità del packaging che potrebbe compromettere la qualità del prodotto. Da qui la decisione del richiaà Il Gigante consiglia di non consumare il prodotto e di riportarlo al punto vendita nel caso di acquisto. In particolare, il ritiro riguarda esclusivamente il formato con data di scadenza 5/1/2023. L’azienda precisa, evidenzia Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, che il richiamo non riguarda altri prodotti a marchio Mareblu e altre date di scadenza dello stesso prodotto.







Canoni per gli usi delle acque pubbliche 2018

20 Ottobre 2018 scade il termine per le agevolazioni

L'acqua è pubblica, cioè di tutti, ma se, tramite una concessione, ne riserviamo un quantitativo per esigenze personali o aziendali, si preclude agli altri la possibilità di poterla utilizzare; il canone è pertanto il corrispettivo dovuto per questo diritto. Usare l'acqua comporta anche impatti più o meno pesanti sull'ambiente, per contrastare i quali occorrono investimenti. Il canone deve tenere conto pertanto anche di queste componenti aggiuntive di costo, come prevede la normativa europea.

La Regione Toscana con Regolamento 61/R/2016 e s.m.i. ha disciplinato le modalità di rilascio delle concessioni per l'utilizzo della risorsa idrica, definendo inoltre i criteri per la determinazione del canone annualmente dovuto.

Con DGRT n. 1068 del 01.10.2018  sono state confermate le tariffe dell'anno 2017 anche per l'annualità 2018.


SCADENZE:
31 DICEMBRE 2018 TERMINE ULTIMO PER IL PAGAMENTO DEL CANONE RELATIVO ALL'ANNO 2018
20 OTTOBRE 2018 TERMINE ULTIMO PER LA PRESENTAZIONE AI COMPETENTI UFFICI REGIONALI DELLA DOCUMENTAZIONE ATTESTANTE LA MESSA IN ATTO DELLE MISURE DI RISPARMIO AI FINI DELL'APPLICAZIONE DELLE RIDUZIONI DEL CANONE 2018


MODALITÁ DI PAGAMENTO DEL CANONE
Tutti coloro che derivano e utilizzano acque pubbliche sono obbligati a pagare il canone annuo. Pagando il canone ci si riserva il diritto di prelevare un determinato quantitativo di acqua, stabilito nell'atto di concessione.
Ai sensi dell'articolo 17  della legge regionale 4 ottobre 2016, n. 68 oltre al canone è dovuta una imposta di importo pari al 10% dell'importo del canone.

L'importo dovuto è così determinato:
  • CANONE 2018: determinato per ogni uso ai sensi dell'allegato A della DGRT n. 1068/2018
  • IMPOSTA: pari al 10% del canone
IL PAGAMENTO DEL CANONE DEVE ESSERE EFFETTUATO ENTRO IL 31 DICEMBRE 2018
I versamenti potranno essere effettuati con le modalità descritte
nell'allegato B alla DGRT n° 1068/2018

AGEVOLAZIONI
Con Regolamento n. 46R del 11/08/2017, di modifica del d.p.g.r. 61/R/2016, la Regione Toscana ha introdotte nuove forme di agevolazioni, cumulabili per l'anno 2018 fino al 35%.

VISUALIZZA LE AGEVOLAZIONI 2018
Per godere delle agevolazioni è necessario inviare apposita richiesta al Genio Civile Territorialmente competente, tramite posta elettronica certificata (PEC regionetoscana@postacert.toscana.it)
entro il 20 ottobre 2018
utilizzando l'apposito modulo1: 
http://www.regione.toscana.it/documents/10180/14141121/MODULO+1+richiesta+riduzioni+acque_art16.pdf/2a24e9e6-6a84-42e6-8c63-56d980d08c7d
USI DELLE ACQUE PUBBLICHE
Il regolamento regionale DPGR 61/R/2016, ha raggruppato i molteplici usi specifici delle acque in dieci categorie, a cui corrisponde un diverso canone. L'attribuzione della categoria viene effettuata d'ufficio, sulla base delle informazioni contenute nel disciplinare di concessione oppure nella documentazione allegata al momento della presentazione della domanda. Gli utenti possono motivatamente richiedere la variazione della categoria d'uso, qualora l'attribuzione di ufficio non corrisponda a quanto effettivamente esercitato.
A seguire le categorie d'uso: 
http://www.regione.toscana.it/documents/10180/14141121/regolamento.giunta_2016_regolamento.giunta_2016_61R__regolamento.giunta_2016_61R__v3.pdf/596de51d-84b8-420a-a41d-1febe328df92
CALCOLO DEL CANONE 2018
Con il Reg 46R del 31/07/2017, di modifica del d.p.g.r. 61/R/2016, la Regione Toscana ha introdotto un nuovo criterio per la determinazione del canone di concessione, in considerazione della categoria d'uso e della portata media di concessione. Il canone risulta quindi composto da una componente fissa e da una variabile in funzione della portata media concessa. Sono inoltre previste per ogni categoria d'uso casi e modalità di determinazione delle riduzioni e maggiorazioni da applicare ai canoni di concessione annualmente dovuti, al fine di favorire il risparmio e l'uso sostenibile della risorsa idrica.

I parametri di riferimento per il calcolo del canone sono il canone fisso (CF) e il canone variabile (CV), come definiti all'articolo 2, comma 1 del R/61/2016 e ss.mm.ii.; è altresì parametro di riferimento la portata media annua di concessione (PMA), espressa in litri secondo.
GLI IMPORTI DEL CANONE VARIABILE E DEL CANONE FISSO SONO STABILITI ANNUALMENTE PER OGNI CATEGORIA D'USO DALLA GIUNTA REGIONALE.
Importi del canone variabile e del canone fisso per l'anno 2018: 
http://www.regione.toscana.it/bancadati/atti/Contenuto.xml?id=5194448&nomeFile=Delibera_n.1068_del_01-10-2018-Allegato-A
L'importo del canone di concessione è così definito:
Canone di concessione annuo  = CF + (CV X PMA).

Con riferimento alla categoria d'uso idroelettrico il CV è determinato in base alla potenza nominale media di concessione in luogo della PMA;
Ad esclusione dell'uso potabile, in caso di prelievo di acque sotterranee, l'importo del canone (inteso come somma della parte fissa e variabile) è triplicato

In caso di uso plurimo effettuato dal medesimo utente per la medesima utenza, se il volume di acqua concesso non è quantificato per tipologia di uso, il canone dovuto è quello più elevato ottenuto ipotizzando, di volta in volta, che tutto il quantitativo d'acqua autorizzato sia destinato ad uno solo degli usi.
Se l'acqua concessa è quantificata per ciascuna tipologia d'uso, il canone dovuto è la somma dei canoni calcolati per ogni singolo uso.
CONTATTI / INFORMAZIONI
  • Cerca l'ufficio competente per il tuo comune
  • Uffici del Genio Civile (indirizzi e orari di apertura)
Nel caso di richieste di chiarimenti agli Uffici, al fine di un tempestivo riscontro, si invita cortesemente di specificare nel testo della mail il riferimento della pratica e l'indicazione del comune in cui si trova il bene demaniale occupato.
Ufficio Relazioni con il Pubblico della Regione Toscana (N° verde: 800 86 0070).
Orario: lunedì, mercoledì e giovedì 9.00-18.00, martedì e venerdì 9.00-13.30.












Domenica 21 ottobre Fierucola di Santo Spirito“

Firenze, ecco cosa fare nel weekend
Come ogni terza domenica del mese, torna Firenze in Piazza Santo Spirito la Fierucola. Questo mese l'evento prende il nome di Fierucolina d'autunno.
Santo Spirito: la fierucola d'autunno

La Fierucola è un mercatino che propone prodotti delle aziende locali, ci saranno sia oggetti d'artigianato sia frutta e verdura.

Programma

Ore 10.00 FACCIAMO IL PANE INSIEME
Panificazione collettiva con la pasta madre : porta con te ciotola,cucchiaio,vasetto vetro per riporre pasta acida e panno per coprire l’impasto. La farina potrai anche acquistarla alla Fierucola.
Lievitazione e cottura verranno completate a casa.
A cura di Terra Nuova Edizioni e L’Erba Canta
Ore 11.30 L’ORTO BIOATTIVO, un metodo per produrre alimenti
Bioattivi e nutraceutici.
Con Andrea Battiata agronomo
Ore 15.30 LA CATAPULTA DI LEGNO AD ELASTICO
Laboratorio di falegnameria per bambini ad offerta libera.






 



 

Wolf howling nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campiglia

Sessioni straordinarie aperte al pubblico
Il wolf howling è una delle tecniche di censimento del lupo che permette di individuare soggetti singoli o nuclei famigliari sfruttando la naturale tendenza del lupo ad ululare. Consiste nell’emissione di ululati preregistrati tramite un'idonea strumentazione oppure a voce, inducendo così risposte vocali da parte dei lupi e permettendo di  determinare la presenza o assenza, di stimare il numero minimo di individui e di accertare l’avvenuta riproduzione attraverso la risposta dei cuccioli (Harrington & Mech, 1982a).
A seguito delle numerose richieste, accorse negli ultimi anni, di partecipazione da parte di singoli o gruppi a sessioni straordinarie di wolf howling, l'Ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi da tre anni ha deciso di disciplinare lo svolgimento di questa attività di monitoraggio del lupo. La regolamentazione permetterà di non arrecare eccessivo disturbo a questa specie particolarmente protetta e nel contempo di raccogliere dati standardizzati utili e integrabili con i dati del monitoraggio ordinario eseguito dal Parco in collaborazione con il Reparto Carabinieri Parco.
L'Ente Parco negli ultimi tre anni ha formato 25 guide per l'accompagnamento di gruppi per lo svolgimento di sessioni straordinarie di wolf howling, in periodi prestabiliti, da novembre a gennaio, per un numero limitato di sessioni.
Ogni guida ha presentato un progetto formativo da proporre ai propri gruppi comprensivo anche di informazioni riguardo la biologia del lupo e le attività di monitoraggio svolte dal Parco Nazionale. Alla sera ogni guida accompagnerà, nei punti assegnati, un numero massimo di 20 persone che potranno provare la meravigliosa esperienza di sentire ululare i lupi immersi nel buio della notte
A seguire  il calendario delle uscite






Il Parco incontra i cittadini

Illustrazione del programma delle attività e ascolto delle richieste della cittadinanza
Per informazioni
0575 503222
info@parcoforestecasentinesi.it
infosede@parcoforestecasentinesi.it


Tramvia, scattano le modifiche della viabilità alla stazione di Santa Maria Novella

Chi proviene da via Panzani potrà proseguire verso via della Scala senza intercettare la tramvia

Dal giorno 17 ottobre entreranno in vigore alcune modifiche della viabilità nell’area della Stazione-piazza dell’Unita Italiana. Chi proviene da via Panzani potrà proseguire verso via della Scala senza intercettare la tramvia e anche verso via Valfonda. 
Gli autorizzati in arrivo da via Alamanni potranno come oggi proseguire per via Panzani; gli autorizzati provenienti da via Nazionale-largo Alinari potranno svoltare a sinistra verso via Panzani anche in questo caso senza intercettare la tramvia. 
Queste modifiche potranno creare in un primo momento qualche rallentamento dovuto anche alle variazioni introdotte che, si prevede, entreranno a regime tra qualche giorno. La situazione sarà continuamente monitorata e verranno verificati in tempo reale i tempi semaforici



Le raccolte differenziate in Mugello e Valdisieve. I dati ufficiali del 2017

Mentre anche il Mugello si avvia verso la raccolta dei rifiuti solidi urbani con il sistema “porta a porta” vengono resi noti i dati ufficiali sulle raccolte differenziate relative al 2017 che certificano ancora una volta una distanza notevole tra i comuni del Mugello e quelli della Valdisieve.
Mentre nella Valdisieve quasi tutti i comuni raggiungono e superano l’obbligo di legge del 65% di raccolte differenziate, con punte di eccellenza, in Mugello si registrano solo leggeri passi avanti e siamo ancora molto lontani da quanto prevedono sia la legislazione nazionale che regionale.
Tra i comuni che superano l’85% di raccolta differenziata, posizionandosi tra i migliori della Toscana, ci sono Londa con l’87,99% ( con un incremento del 24%) e Rufina con l’87,04%( + 2%).
Seguono altri comuni gestiti da Aer come Pontassieve 74,28% ( +8%) e Pelago 73,59% (+ 3%) e Dicomano con il 72,10%(-2%). L’unico comune della Valdisieve che non raggiunge l’obbligo di legge è San Godenzo con circa il 59% in crescita del 2%. Le difficoltà nel raggiungere quote elevate nella raccolta differenziata accomuna un po’ tutti i comuni appenninici dove spicca con la maglia nera il comune di Firenzuola con il 24,10% (+2%) dove la raccolta è gestita da Hera. Anche Palazzuolo e Marradi ( sempre gestiti dall’azienda emiliana) sono lontani dal 65% ma migliorano del 3 e 4% le loro quote superando nel caso di Marradi il 40% e il 35% a Palazzuolo sul Senio.
Nel Mugello i dati 2017 non denotano nessun cambio significativo con oscillazioni tra tra +2 e – 2 % nelle raccolte differenziate.
Borgo San Lorenzo si conferma l’unico comune a superare il 40% con il 44,10% (+2%) ma è anche l’unico territorio dove esiste da alcuni anni una raccolta porta a porta nella frazione di Ronta.
Barberino scende (-2%) al 35,96%, Scarperia e San Pier resta invariato con il 36,20%, Vicchio cresce al 38,12 % (+2%) e Vaglia scende dell’1% assestandosi al 35,39%.
Come si può ben capire siamo lontanissimi dal 65% di legge per cui lo sforzo con il porta a porta dovrà essere notevole anche se le esperienze di altri comuni e altri territori dimostrano che l’obiettivo è raggiungibile in tempi ragionevoli.
Se sono importanti le raccolte differenziate ancora più importante e la produzione di rifiuti e anche in questo caso i dati ci dicono che solitamente le raccolte differenziate più alte sono accompagnate da una più bassa produzione di rifiuti pro capite.
Londa ha una produzione per abitante di 425 kg mentre Firenzuola di 684 kg, Barberino di 689 kg e Rufina di 440 kg ad abitante. Sopra i 600 kg ci sono anche Marradi, Palazzuolo e San Godenzo , mentre tra 500 e 600 ci sono Scarperia e San Piero con 563 kg e Borgo San Lorenzo con 534 Kg.
I comuni più virtuosi , oltre quelli già indicati, sono Pelago 494, Pontassieve 489, Vicchio con 485, Vaglia 466 e Dicomano 454Kg abitante.
Su queste cifre possono avere un certo peso regolamenti che favoriscono l’assimilazione di alcuni rifiuti produttivi agli urbani da parte di attività artigianali ma non mi sembra in molti casi significativo.
La strada da percorrere è quindi , in alcuni casi, ancora lunga e deve partire da una diminuzione nella produzione di rifiuti, da una capillare raccolta differenziata con conseguente riciclo e riutilizzo dei materiali per ridurre ala minio l’impatto ambientale e favorire lo sviluppo dell’economia circolare come indicato anche dalle normative comunitarie.Ricordiamo infine che la Regione Toscana ha posto come obiettivo il 70% di raccolta differenziata al 2020.

mercoledì 17 ottobre 2018

Troppi smartphone e tablet: il «collo da tablet» è ormai un’epidemia

L’uso compulsivo degli schermi portatili provoca rigidità a livello della nuca e dolore cervicale irradiato alla braccia fino a intorpidirle. Donne e giovani più a rischio

Un tempo c’erano il ginocchio della lavandaia, il gomito del tennista, la spalla del nuotatore. Il primo si è estinto con l’avvento delle lavatrici, gli altri resistono tuttora. Ma c’è da scommettere che saranno surclassati da un disturbo che si sta avviando a essere sempre più frequente, il dilagante collo da tablet: una «malattia» che adesso, secondo uno studio pubblicato sul Journal of Pshysical Therapy Science, si sta diffondendo soprattutto fra i giovani e le donne. L’indagine è stata condotta su studenti, docenti e dipendenti dell’università di Las Vegas per capire quanto sia comune il dolore al collo da uso sconsiderato di schermi, oltre che per definirne i fattori di rischio principali; i risultati mostrano innanzitutto che oltre la metà di chi usa abitualmente il tablet ammette di soffrire di dolori a collo e spalle, nel 15 per cento dei casi talmente intensi da compromettere perfino il sonno.
Donne e giovani più a rischio per la struttura muscolare
Giuseppe Sessa, presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT), conferma: «Le persone con disturbi causati dal tablet ma anche dall’uso eccessivo dello smartphone sono in aumento: questi dispositivi vengono impiegati sempre più a lungo e sono diventati indispensabili per il lavoro e lo svago, così si può parlare di una vera e propria “epidemia”. I giovani pare siano più colpiti, forse per l’utilizzo più intenso e prolungato rispetto alle altre generazioni; sembrano più a rischio anche le donne, a causa di una minore statura e di un minor tono muscolare rispetto agli uomini». Stando ai dati raccolti dai ricercatori statunitensi la probabilità di fastidi è infatti circa doppia nel sesso femminile e Szu-Ping Lee, coordinatore dell’indagine, osserva: «Le donne hanno braccia più corte e spalle più strette: questo può portarle ad assumere più facilmente posizioni “estreme” durante l’uso del tablet. E sono proprio queste, più ancora delle ore passate di fronte allo schermo, a provocare i fastidi».
Testa china deleteria per il collo
Le posture peggiori sono quelle che costringono a guardare in basso o a “sdraiarsi” sul tablet: secondo quanto rilevato da Lee il rischio di dolori a collo e spalle raddoppia, per esempio, quando si sta seduti senza un supporto adeguato alla schiena. Un classico, starsene per terra a gambe incrociate con la testa china sul tablet: una modalità d’uso che pare piaccia soprattutto alle ragazze, che stanno sul pavimento con il tablet in mano nel 77 per cento dei casi contro il 23 per cento dei maschi (il che contribuisce a spiegare la maggiore incidenza di guai al femminile, secondo il ricercatore statunitense). La probabilità di andare incontro a fastidi cresce anche quando si tiene il tablet in grembo oppure se lo si mette piatto sul tavolo. «In tutte queste situazioni la colonna cervicale si china in avanti e va in iper-flessione, la posizione più deleteria per il collo — precisa Sessa –— Lo stesso succede col cellulare, quando siamo in piedi e lo teniamo a livello del bacino: basta passeggiare per strada o nei parchi cittadini per vedere tanti ragazzi che perfino mentre camminano stanno in questa posizione».
I sintomi
Collo piegato in avanti, sguardo fisso sullo schermo: è così che si spiana la strada al dolore da tablet o da smartphone perché più ci si china, più aumenta lo stress sulla colonna cervicale. Al punto che inclinandosi di 45 gradi in avanti è come se portassimo un carico di oltre venti chili sul collo, secondo le stime del New York Spine Surgery and Rehabilitation Medicine Center. I sintomi tipici del collo da tablet? La rigidità a livello della nuca e il dolore nella zona cervicale, che può irradiarsi alle braccia fino a intorpidirle.
La prevenzione
Per ridurre i rischi Lee consiglia di rinforzare i muscoli di collo e spalle con opportuni esercizi: «Dovrebbero farlo soprattutto le donne — puntualizza l’esperto —. Serve poi usare supporti da tavolo, per evitare di lavorare con lo schermo del tablet in orizzontale, e magari procurarsi una tastiera così da assumere una posizione più corretta mentre scriviamo; indispensabile poi stare seduti con un supporto lombare. Possono aiutare anche gli strumenti che “ricordano” di aggiustare la postura: sono dispositivi che si agganciano ai vestiti o si attaccano sulla pelle e che mandano un segnale quando ci “stravacchiamo” in una posizione sbagliata». Alcuni si collegano a una app per smartphone, altri mandano un segnale sonoro: sono la versione moderna della mamma che ci diceva di star dritti mentre scrivevamo e possono servire agli incorreggibili. «Anche il tempo di utilizzo andrebbe monitorato — aggiunge Sessa —. Una pausa di circa quindici minuti ogni due ore sarebbe opportuna per far riposare la colonna vertebrale. Purtroppo tanti, seppur invitati ad abbandonare le posizioni viziate o a ridurre l’utilizzo di tablet e smartphone, ignorano i suggerimenti persistendo negli atteggiamenti scorretti».
Le conferme
Lo confermano i dati statunitensi: il 46 per cento degli intervistati ha ammesso di non modificare di una virgola le condizioni d’uso del tablet, anche dopo essere andati incontro a fastidi e dolori. E se la prevenzione non ha funzionato, che fare in caso di sintomi? «Si può ricorrere a farmaci miorilassanti e antinfiammatori, ma ovviamente sarebbe opportuno astenersi dalle posizioni scorrette almeno durante il periodo di maggior sofferenza — raccomanda Sessa —. Poi, appena risolta la fase infiammatoria acuta, è utile il potenziamento dei muscoli della zona cervicale, per evitare la ricomparsa dei disturbi».
Il pollice da smartphone
l collo da tablet è solo l’ultima malattia da tecnologia digitale: è stato infatti già segnalato il «pollice da smartphone», la tendinite da eccessivo uso dei cellulari per inviare messaggi. Digitare in velocità sulle mini-tastiere significa infatti sollecitare ripetutamente l’articolazione del pollice e indolenzire le altre dita e i polsi. Kristin Zhao, della Mayo Clinic di Rochester, negli Stati Uniti, sta studiando che cosa accade nel pollice sottoposto a superlavoro: pare che i movimenti che facciamo maneggiando il telefonino siano innaturali per le articolazioni delle mani, che perciò si «allentano» modificando i rapporti fra le ossa. «Ciò potrebbe favorire la comparsa di infiammazione e artrosi — dice Zhao —. Stiamo cercando di capire se digitare sui telefoni fin da piccoli, come accade ai bambini e ragazzini di oggi, possa aumentare il rischio di fastidi una volta diventati adulti; ancora non abbiamo risposte, ma pare certo che sia necessario consentire pause frequenti ai pollici. Si possono alternare con gli indici o, meglio ancora, usare la funzione di dettatura dei messaggi».


Il fenomeno del miele contraffatto cinese è dilagante, dopo lo scandalo australiano delle scorse settimane anche l’Italia ne è risultata vittima.

Il miele cinese è trattato in modo industriale, pratica assolutamente vietata dalle leggi UE. Dal Ministro delle politiche agrarie ancora nessuna risposta in merito alle precauzioni da prendere, non ci resta che tutelarci da soli.

Un problema globale

Tutto ha inizio quando Robert Costa, agricoltore australiano, commissiona al laboratorio tecnico tedesco Quality Services International (QSI) due diversi tipi di test su 28 campioni di miele prodotti in Australia. Quasi la metà dei campioni è risultato contraffatto. Il miele, addizionato con sciroppi di edulcoranti, sarebbe stato distribuito a tutti i più grandi supermercati del paese senza che ne fossero consapevoli.
La scoperta dell’agricoltore ha messo in moto ricercatori e stampa. Il quotidiano australiano Sidney Morning Herald ha infatti denunciato il più grande produttore australiano di miele, Capilano, costringendo altre grandi catene come Aldi a ritirare i propri prodotti dagli scaffali dei supermercati.
Coordinati dal professor Mark Taylor, molti ricercatori hanno portato avanti gli studi prelevando campioni da oltre 100 marchi diversi di miele, sia australiani che asiatici. I risultati sono preoccupanti: dei mieli australiani quasi uno su 5 è risultato adulterato, contro un complessivo 27% di barattoli falsificati senza indicazione sull’etichetta. I mieli provenienti dalla Cina sono risultati i più manomessi: oltre la metà dei campioni risultavano diluiti con altri ingredienti.
Non è certo l’unico caso di miele adulterato. Nel 2011 negli Stati uniti la Food Safety News aprì un’inchiesta che dimostrò la presenza sugli scaffali dei supermercati di miele considerato pericoloso. Quel miele veniva dall’Asia e dall’India ed era carico di piombo, metalli pesanti e antibiotici naturali.
Anche l’Europa non è al sicuro da tempo. L’ultimo Piano di controllo coordinato dell’Unione Europea ha rivelato la presenza di miele annacquato e adulterato con sciroppo di mais, barbabietola e di riso in diverse nazioni.

Il caso italiano

Diego Pagani è il presidente della Conapi, il Consorzio nazionale apicolo che ha lanciato l’allarme:
“Ormai in Cina il miele neanche lo raccolgono, lo fabbricano direttamente e una frode del genere è anche difficile da smascherare. Nel 2016 è crollata la produzione a causa dei cambiamenti climatici e dell’uso dei pesticidi e l’annata si preannuncia la peggiore da 35 anni a questa parte. Di conseguenza i prezzi aumenteranno e con loro anche il rischio delle frodi“.
La prima minaccia italiana arriva dalla Bulgaria, uno dei paesi Europei più soggetti a questa truffa. Per questo motivo le aziende italiane sotto Conapi non comprano più miele Bulgaro, pratica che avveniva per sopperire alla carenza produttiva. Nonostante queste misure tutelari, il miele contraffatto è arrivato lo stesso in Italia.
Secondo Pagani l’insidia maggiore è quella cinese: “La contraffazione a base di sciroppo di riso è difficile da scoprire perché gli zuccheri contenuti sono talmente simili a quelli naturali del miele che anche con le analisi isotopiche – le più specifiche previste, ndr – è complicato smascherarla”.
Inoltre, vengono ideati sempre nuovi sistemi per contraffare il miele e i sistemi analitici riescono a riconoscere l’adulterazione solo dopo che il prodotto è entrato nel paese, quindi troppo tardi.

Perché il miele viene contraffatto

Il miele è un prodotto molto pregiato, frutto di anni di lavoro e collaborazione tra api e apicoltore. È un prodotto delle api e non da laboratorio, per questo richiede tempo, pazienza e esperienza. Questo prodotto diventa ogni anno più prezioso per via dei frequenti cambiamenti climatici, ai quali né api né apicoltori sono in grado di fare fronte, se non cercando di limitare i danni.
Al contrario, dal 2010 la domanda globale di miele è cresciuta mediamente di 20mila tonnellate all’anno. Le grandi aziende, per non subire perdite e soddisfare la domanda in crescita, spesso allungano i prodotti dell’alveare con zuccheri di varia origine o direttamente mischiandoli a mieli di bassissima e dubbia qualità
Questo atteggiamento distrugge la genuinità di questo prodotto portentoso. Il database americano di Pharmacopeia’s Food Fraud di quest’anno indica il miele quale terzo alimento a livello mondiale soggetto a contraffazione, preceduto solo da olio d’oliva e latte.

Come viene contraffatto il miele

Il miele cinese è spesso irregolare secondo le leggi europee poiché spesso viene raccolto immaturo. Viene poi portato nelle fabbriche, dove gli stessi uomini lo lavorano e lo filtrano deumidificandolo. I processi di essiccazione e maturazione avvengono quindi lontano dall’alveare. Questo lavoro spetterebbe però alle api, motivo per il quale il prodotto finale risulta privo delle caratteristiche componenti del miele. Si aggiunge inoltre sciroppo di riso e polline, diventando a tutti gli effetti un prodotto da laboratorio.
Nonostante i controlli e le precauzioni sull’import, il falso miele spesso trova le porte aperte per favorire i grandi traffici commerciali a discapito del consumatore. È quindi nostro compito difenderci.

Come fare per tutelarsi

Il monitoraggio BeeNet è fermo da due anni e il Ministro Centinaio non si è ancora espresso in merito. Non ci resta che contare sulle nostre forze. Ecco alcune accortezze per stare alla larga dal miele adulterato:
  1. Leggere l’etichetta
Fate attenzione all’origine del prodotto, se potete scegliete sempre quello italiano. Assicuratevi inoltre che sulla lista degli ingredienti non ci sia scritto “sciroppo ad alto contenuto di fruttosio” oppure “glucosio commerciale”, ovvero gli additivi in genere utilizzati per allungare il miele. Se il miele è puro non necessita di alcun conservante poiché in quanto elemento stabile è lui stesso conservante.
  1. Il metodo del fiammifero
Basta prendere un cucchiaino di miele e dargli fuoco. Se il miele brucia, significa che è puro. Il miele impuro o di scarsa qualità contiene infatti acqua, quindi non prende fuoco.
  1. Acquista direttamente dal produttore
In generale, onde evitare truffe la scelta migliore è sempre comprare direttamente dal produttore. Individuare un apicoltore di fiducia è l’unica garanzia di un prodotto di qualità e non contraffatto. Questa scelta è doppiamente salutare: per il consumatore, che è sicuro della purezza del prodotto, e per la nostra economia, contribuendo ad alimentare il mercato italiano dei piccoli produttori agricoli. Il prezzo è solo di qualche euro superiore al prodotto del supermercato, ed anche questo è indice di qualità e purezza.


A Pontassieve nasce la Libera Università Valdarno e Valdisieve

Nasce a Pontassieve la Libera Università Valdarno e Valdisieve, una nuova realtà aperta a tutti per conoscere, scoprire approfondire tematiche ed interessi: dall’arte al cinema, dalla attualità fino alla musica ed al benessere.
Un progetto importante, una sfida ambiziosa, ma ricca di entusiasmo - spiega il sindaco di Pontassieve Monica Marini insieme all’assessore alla cultura Carlo Boni - che nasce per promuovere la crescita culturale e civica della cittadinanza; l’istituzione di un luogo di trasmissione di saperi, di confronto e di dialogo, ma anche di semplice conoscenza e approfondimento” Il programma dei corsi si presenta ricco e tutto da scoprire, oltre 20 docenti, tra cui storici, medici, musicisti, antropologi, demografi, sociolinguisti, giornalisti, tutti professionisti nei loro rispettivi settori, per un totale di 15 corsi che spaziano dalla conoscenza del “nostro tempo”, dai temi contemporanei, alla storia dell’arte, del cinema, della musica, fino all’alimentazione, la salute, il benessere per arrivare alla scoperta della storia locale. La Libera Università è un progetto che vede come promotori il Comune di Pontassieve, l’Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve e la neo costituita associazione Amici della Biblioteca e che viene realizzato anche grazie al contributo di BCC Pontassieve, Unicoop, Spi-Cgil, Auser e Anteas. “La costituzione della Libera Università Valdarno e Valdisieve – concludono Marini e Boni - è un progetto al quale tenevamo veramente molto e finalmente giunge a realizzazione. Siamo pienamente convinti che le Istituzioni, così come le associazioni che si rivedono nei principi costituzionali hanno la responsabilità di promuovere la formazione e conoscenza. Con la libera Università la Valdisieve ambisce ad essere una comunità educante, per questo la volontà di tutti i soggetti che hanno preso parte a questo progetto, che ringraziamo sentitamente, è quella di cercare tempi e luoghi ove processi di confronto e di dibattito possano avere luogo. I corsi si svolgeranno in diversi luoghi: Biblioteca e Palazzo Comunale di Pontassieve, Sala soci Coop di Via Verdi e Saletta Don Maestrini in piazza Cairoli. I corsi sono aperti a tutti i cittadini a partire dall’età di 15 anni. La quota di iscrizione a ciascun corso è di € 25,00. Le iscrizioni ai corsi dovranno essere effettuate entro il 31 ottobre 2018.Ogni corso verrà attivato soltanto al raggiungimento di 12 iscritti. La Libera Università organizza mercoledì 17 ottobre alle ore 21 in Biblioteca una serata dove sarà presentato tutto il programma di corsi Per ricevere informazioni ai corsi è possibile rivolgersi a: Biblioteca Comunale di PONTASSIEVE, Via Tanzini, 23, Tel. 055-8360255 lunedì 15.00-19.00, dal martedì al venerdì 9.00-19.00 Sabato: 10.00-13.30, 14.30-18.00 Il programma dei corsi e le modalità di iscrizione sono reperibili presso le biblioteche di Pontassieve, Reggello, Rufina, Londa e San Godenzo e sul sito www.comune.pontassieve.fi.it/pontassieve-cultura






Mostra su Banksy a Palazzo Medici Riccardi a Firenze: 'This is not a photo opportunity'

A Palazzo Medici Riccardi arriva la mostra ‘Banksy. This is not a photo opportunity’. La mostra, a cura di Gianluca Marziani e Stefano S. Antonelli, è promossa e prodotta dall’Associazione MetaMorfosi, con il Patrocinio della Città Metropolitana di Firenze, il sostegno della Regione Toscana e la collaborazione di Mus.e.

La mostra è dedicata al famoso, e ignoto, street artist originario di Bristol, Banksy, che tra il 2002 e il 2009 Banksy ha pubblicato 46 immagini su carta che riproducono alcuni tra i suoi famosi interventi stradali, documentando opere che sono diventate “affreschi popolari”. La mostra di Firenze nasce da una selezione con le più celebri 20 immagini finora prodotte.

Gianluca Marziani: ”Banksy, come fosse un Umberto Eco che ha scelto la strada al posto delle aule universitarie, somatizza le molteplici contraddizioni semantiche del nostro tempo. In un’epoca dove analogico e digitale convivono per ovvie ragioni, dove la tecnologia velocizza i tempi ma cambia i parametri vitali, dove la Democrazia traballa in mille modi, in un mondo del genere ecco un autore che fa implodere i codici del narcisismo (la peggior patologia collettiva dei nostri giorni), restando invisibile ma lavorando su strade e luoghi pubblici, sgretolando con ironia i poteri forti, inventando icone urbane che somatizzano i nodi lampanti di questo millennio.”

L’inaugurazione è prevista per giovedì 18 ottobre 2018, alle ore 17, nel Museo Mediceo di Palazzo Medici Riccardi (via Cavour). Interverrà il Sindaco Dario Nardella.


12° edizione di Florence Biennale incontra Leonardo Da Vinci dal 18 al 27 Ottobre

Torna Florence Biennale a Firenze.

La prossima edizione della più importante mostra internazionale di arte contemporanea si svolgerà dal 18 al 27 ottobre 2019 e comprenderà anche un nuovo spazio dedicato al Design. Si tratterà della più importante novità della 12a edizione della kermesse espositiva fiorentina in programma tra un anno alla Fortezza da Basso di Firenze.
Il primo piano del Padiglione Spadolini all’interno dell’antico baluardo fortificato sarà interamente dedicato e allestito per il Design: qui la Direzione di Florence Biennale ha previsto sei categorie espositive, cui corrisponderanno altrettante sezioni dedicate all’interno della mostra: Architecture & Town Design; Industrial & Product Design; Interior Design; Fashion & Jewellery Design; Communication & Graphic Design; Technology & Game Design.
Il tema della mostra, “Ars et Ingenium”, sarà legato alle celebrazioni per il 500° anniversario dalla morte di Leonardo da Vinci.
Così come avviene per le altre categorie della Mostra internazionale di arte contemporanea, una Giuria Internazionale, composta da eminenti personalità del settore, conferirà il Premio “Leonardo da Vinci” per il Design ai migliori espositori delle sei categorie.
In vista della novità dedicata al Design, sono già state avviate (o sono in corso di definizione) diverse partnership con alcuni prestigiosi istituti: Yokohama University of Arts and Design (Giappone); Governo della Città di Ningbo (Cina); Die Neue Sammlung - Museo di Design di Monaco di Baviera (Germania); London Design Biennale (Gran Bretagna); DIDA - Università di Firenze – Dipartimento di Architettura e Design; Mu.De.To. (Museo del Design Toscano).
“Dal momento che Firenze non è solo arte – afferma Jacopo Celona, Direttore Generale di Florence Biennale -, ma insieme a tutta la Toscana costituisce da sempre un centro d’eccellenza per la moda e per il design, e che tra arte e design sono innumerevoli i punti di contatto, abbiamo deciso di incoraggiare questo genere di connessioni che ci caratterizza, aprendo una vetrina mondiale incentrata proprio sull’universo del Design. In tale senso – prosegue Celona – faremo uno sforzo notevole: contiamo di raddoppiare gli spazi espositivi rispetto al passato, passando da 6mila a 12mila mq circa, pur tenendo fermo il numero chiuso dei partecipanti per garantire una selezione di qualità e l’efficienza dei servizi, due standard imprescindibili per la nostra manifestazione”.


Barriere architettoniche, dalla Regione oltre due milioni per l'abbattimento

Le risorse verranno assegnate per abitazioni delle persone con disabilità che hanno presentato la richiesta di contributo ai Comuni di residenza
Oltre due milioni per l'abbattimento delle barriere architettoniche nelle abitazioni delle persone con disabilità. Li destina una delibera presentata dall'assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi e approvata dalla giunta nel corso della seduta di lunedì scorso. 

"Come Regione Toscana dedichiamo molta attenzione e molte risorse al tema dell'abbattimento delle barriere architettoniche - dice l'assessore Stefania Saccardi -, e ogni anno ripartiamo ai Comuni i finanziamenti per l'abbattimento delle barriere architettoniche nelle abitazioni. La libertà di movimento è un diritto fondamentale delle persone, e noi vogliamo che le persone con disabilità possano muoversi senza incontrare ostacoli che limitino questa libertà, sia nelle proprie abitazioni che fuori". 

Le risorse verranno assegnate per l'abbattimento delle barriere architettoniche nelle abitazioni delle persone con disabilità che hanno presentato la richiesta di contributo ai Comuni di residenza, e che sono state ritenute idonee a seguito dell'apposita istruttoria effettuata dai Comuni. 

La cifra complessiva è di 2.323.433 euro: 1.323.433 sono risorse statali per il finanziamento della seconda quota del fabbisogno derivante dalle domande presentate nel 2016 ai Comuni, che hanno effettuato l'istruttoria e trasmesso gli esiti delle graduatorie approvate nel 2017 alla Regione; 1.000.000 sono risorse regionali per il finanziamento delle domande presentate nel 2017 ai Comuni, che hanno effettuato l'istruttoria e trasmesso gli esiti delle graduatorie approvate entro il 31 marzo 2018 alla Regione.



A1 Milano-Napoli, sarà chiusa l'entrata della stazione di Incisa Reggello

Per lavori dalle ore 22:00 del 18 alle ore 02:00 del 19 ottobreAutostrade per l'Italia comunica che sulla A1 Milano-Napoli, dalle ore 22:00 di giovedì 18 alle ore 02:00 di venerdì 19 ottobre, sarà chiusa l'entrata della stazione di Incisa Reggello, verso Firenze per lavori di ripristino danni a seguito di un incidente. 
In alternativa si consiglia di entrare alla stazione autostradale di Firenze sud. 
Costanti aggiornamenti sulla situazione della viabilità e sui percorsi alternativi sono diramati tramite i collegamenti "My Way" in onda su La7 e La7D, sulla App My Way scaricabile gratuitamente dagli store di Android e Apple. Sul sito autostrade.it, su RTL 102.5, su Isoradio 103.3 FM, attraverso i pannelli a messaggio variabile e sul network TV Infomoving in area di servizio. Per ulteriori informazioni si consiglia di chiamare il call center Autostrade al numero 840.04.21.21, attivo 24 ore su 24.

A1 Milano-Napoli: chiusura dell'uscita della stazione di Firenze Scandicci

Per lavori di pavimentazione nella notte tra il 19 e il 20 ottobreAutostrade per l'Italia comunica che, dalle ore 22:00 di venerdì 19 alle ore 06:00 di sabato 20 ottobre, sarà chiusa l'uscita della stazione di Firenze Scandicci, per chi proviene da Bologna, per lavori di pavimentazione. 
In alternativa si dovrà uscire alla stazione autostradale di Firenze nord, percorrere la A11 Firenze-Pisa nord e seguire le indicazioni per la Strada di Grande Comunicazione Firenze-Pisa-Livorno. 
Costanti aggiornamenti sulla situazione della viabilità e sui percorsi alternativi sono diramati tramite i collegamenti "My Way" in onda su La7 e La7D, sulla App My Way scaricabile gratuitamente dagli store di Android e Apple. Sul sito autostrade.it, su RTL 102.5, su Isoradio 103.3 FM, attraverso i pannelli a messaggio variabile e sul network TV Infomoving in area di servizio. Per ulteriori informazioni si consiglia di chiamare il call center Autostrade al numero 840.04.21.21, attivo 24 ore su 24.